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£$%&/ IL VAGABONDO NEL MONDO &%$£
May 24

Vagabondo

si rivolge a chi ama organizzare i suoi viaggi per conto proprio, indipendenti e fuori dalle rotte del turismo di massa; senza acquistare "pacchetti preconfezionati" da tour operator od agenzie di viaggio. Vagabondo è indipendente da qualunque organizzazione turistica.

VIAGGI IN ITALIA E NEL MONDO

VIAGGI IN ITALIA E NEL MONDO

Viaggiare per conoscere, viaggiare per conoscersi

Si viaggia per conoscersi nelle rispettive peculiarità, da parte di viaggiatori e di abitanti dei territori visitati più diversi. Si viaggia per avvicinare e conoscere personaggi e paesaggi della Terra. Ogni viaggio è una scoperta.

Per molti viaggiare è un antidoto all'ansia...

una medicina contro i mali della vita urbana e la durezza di una società competitiva. E' pure (o può esserlo) un arricchimento alla conoscenza diretta di realta', anche lontane,che ormai si crede di conoscere perfettamente, ma sempre più vengono offerte soltanto inscatolate nel piccolo schermo e mediate dai suoi interpreti ufficiali.

Se è fatto con intelligenza, viaggiare non è consumo. È investimento. È arricchimento di un capitale che prima o poi, dà i sui frutti.

 
Benvenuto nel mio Spaces!Sorriso
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PEDROwrote:
Notizie per viaggiare e conoscere la cultura dei vari paesi. Storia, curiosità geografiche, attualità, cucina, divertimento e reportage dei miei viaggi.
VORREI NASCERE IN TUTTI I PAESI

Vorrei nascere in tutti i paesi perchè la terra stessa, come anguria, compartisse per me il suo segreto e essere tutti i pesci in tutti gli oceani e tutti i cani nelle strade del mondo.
Non voglio inchinarmi davanti a nessun dio, la parte non voglio recitare di un hippy ortodosso, ma vorrei tuffarmi in profondità nel Bajkal e sbuffando riemergere nel Missisipi.
Vorrei nel mio mondo adorato e maledetto, essere un misero cardo non un curato giacinto, essere una qualsiasi creatura di dio sia pure l'ultima jena rognosa ma in nessun caso un tiranno e di un tiranno, nemmeno il gatto; in nessun caso.
Vorrei essere uomo in qualsiasi personificazione: anche torturato in un carcere del Guatemala, o randagio nei tuguri di Hong-Kong, o scheletro vivente nel Bangladesh o misero jurodivyj a Lhasa, o negro a Capetown, ma non personificazione della feccia.
Vorrei giacere sotto il bisturi di tutti i chirurghi del mondo, essere gobbo, cieco, provare ogni malattia, ferita, deformità essere mutilato dalla guerra raccogliere luride cicche purché in me non si insinui il microbo ignobile della superiorità non vorrei fare parte dell'élite ma di certo neppure del gregge dei vigliacchi né dei cani del gregge né dei pastori che al gregge si conformano, vorrei essere felicità ma non a spese degli infelici vorrei essere libertà, ma non a spese di chi è asservito.
Vorrei amare tutte le donne del mondo e vorrei essere donna anch'io magari una volta soltanto... madre-natura, l'uomo é stato da te defraudato.
Perché non dargli la maternità?
Se in lui, sotto il cuore, un figlio si facesse sentire così senza un perché, certo l'uomo non sarebbe tanto crudele.
Vorrei essere essenziale - magari una tazza di riso nelle mani di una vietnamita segnata dal pianto, o una cipolla nella brodaglia di un carcere di Haiti,
o un vino economico in una trattoria di terz'ordine napoletana e un tubetto, anche minuscolo, di formaggio in orbita lunare; che mi mangino pure e mi bevano purché nella mia morte ci sia una utilità.
Vorrei appartenere a tutte le epoche, far trasecolare la storia tanto da stordirla con la mia impudenza: della gabbia di Pugacev segherei le sbarre
quale Gavroche introdottosi in Russia condurrei Nefertiti a Michajlovskol, sulla trojka di Psi^n
Vorrei cento volte prolungare la durata di un attimo per potere nello stesso istante bere alcool con i pescatori nella Lena baciare a Beirut, danzare in Guinea, al suono del tam-tam, scioperare alla "Renault", correre dietro a un pallone con i ragazzi di Copacabana, vorrei essere onnilingue, come le acque segrete del sottosuolo
Fare di colpo tutte le professioni e ottenere così che un Evtusenko sia semplicemente poeta, un altro, militante clandestino spagnolo, un terzo, uno studente di Berkeley e un quarto, un cesellatore di Tbilisi.
Un quinto - un maestro elementare in Alaska, un sesto - un giovane presidente in qualche dove, anche in Sierra Leone, diciamo, un settimo - scuoterebbe soltanto il sonaglio di una carrozza e il decimo... il centesimo... il milionesimo...
Poco per me essere me stesso tutti, fatemi essere!
E ciascun essere, in coppia, come si usa.
Ma dio, lesinando la carta carbone mi ha prodotto in un solo esemplare nel suo bogizdat.
Ma a dio confonderò le carte. Lo raggirerò!
Avrò mille facce fino all'ultimo giorno affinchè la terra rimbombi per causa mia e i computers impazziscano per il mio universale censimento.
Vorrei umanità lottare su tutte le tue barricate stringermi ai Pirenei, coprirmi di sabbia attraverso il Sahara e accettare la fede della grande fratellanza umana, e fare proprio il volto di tutta l'umanità.
E quando morirò sensazionale Villon siberiano non deponetemi in terra inglese o italiana - ma nella nostra terra russa, su quella verde, serena collina, dover per la prima volta io mi sono sentito tutti.

May 23
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